Nuova Fiera del Levante e innovazione gastronomica

Chef Danilo Romano durante lo showcooking di salumi di mare Offishina alla Nuova Fiera del Levante di Bari

di Valerio Biagio Romano

La Nuova Fiera del Levante di Bari si riconferma uno dei punti di snodo principali per l’economia, la cultura e il turismo del Mediterraneo. L’ultima edizione ha riacceso i riflettori sulla capacità della Puglia di dialogare con il mondo, come dimostra lo storico patto di amicizia e cooperazione stretto con il Giappone. Un ponte culturale ed economico fondamentale: il Paese del Sol Levante, da sempre punto di riferimento globale per la cultura del pesce, la fermentazione e il rispetto sacro della materia prima, trova nella Puglia un interlocutore naturale.

In questo contesto di grande fermento, seguito da addetti ai lavori, testate di settore e dai servizi dedicati dei TG Rai e Mediaset, il tema centrale è stato il futuro del territorio. Un futuro guidato dallo sviluppo e dalla valorizzazione delle eccellenze locali e nazionali, come sottolineato dall’Avvocato Tommaso Amato, che da anni si occupa di Turismo e promozione del territorio e Gaetano Portoghese amministratore di Pubblivela, figura chiave dell’ indotto fieristico Barese e promotore del Wedding Tourism in Puglia.

In una Fiera che celebra l’incontro tra identità e internazionalizzazione, la gastronomia gioca un ruolo decisivo: non più semplice tradizione folk, ma ricerca, sostenibilità e innovazione. È in questo contesto che Offishina® è stata invitata a portare la propria testimonianza sul palco principale.

Perché la Fiera del Levante ha scelto Offishina®

All’interno di questo ecosistema complesso, fatto di grandi numeri e visibilità mediatica, la fiera sa regalare momenti di autentica connessione umana e culturale.

Domenica 20 settembre, alle ore 15:00, il padiglione gastronomico 96 ha registrato uno dei picchi di affluenza e gradimento dell’intera manifestazione grazie a un evento che ha saputo fondere tecnica culinaria e identità territoriale.

Sul palco dello showcooking è salito lo Chef Danilo Romano, professionista noto per la sua capacità di reinterpretare la tradizione gastronomica pugliese attraverso tecniche di cucina contemporanea.

Essere chiamati a rappresentare la Puglia in una vetrina così prestigiosa è il riconoscimento di un percorso unico. Offishina® nasce infatti per offrire qualcosa di non replicabile: i salumi e i condimenti di mare, un’innovazione tutta pugliese già premiata da testate internazionali come Forbes.

Ma la presenza in Fiera, condivisa con tutta la nostra famiglia sul palco, non è stata una semplice esibizione. È stata l’occasione per affrontare un tema d’attualità che riguarda tutti: la lotta allo spreco alimentare e la tutela delle risorse idriche e ambientali.

Davanti a un pubblico fatto di giornalisti, esperti food, ma anche di tante famiglie e bambini, lo Chef Danilo Romano ha ricordato come l’acqua e il cibo siano beni preziosi e che, ancora oggi, in molte parti del mondo scarseggiano. Parlare di sostenibilità non basta, infatti, da oltre vent’anni traduciamo questi principi in fatti concreti, abbattendo l’impronta di CO2, azzerando gli sprechi di pesca e lavorando senza chimica né catena del freddo per garantire un’eccellenza durevole e sicura.

Le domande del pubblico, la scienza dietro i Salumi di Mare Stagionati

Durante lo showcooking, il pubblico della Fiera ha potuto rivolgere allo Chef le domande che spesso incuriosiscono chi si avvicina per la prima volta ai nostri prodotti:

  • Come nasce un salume di mare? Attraverso la padronanza di fermentazione e stagionatura, tecniche antiche e artigianali che trasformano la carne del pesce rendendola stabile negli anni.
  • Perché non serve il frigorifero? Il processo di maturazione naturale elimina l’umidità in eccesso e protegge il prodotto, permettendo la conservazione a temperatura ambiente senza conservanti chimici.
  • Come si azzera lo spreco del pesce? Utilizzando ogni singola parte. Le zone nobili come guance, testa e sottogola, solitamente vengono scartate perché difficili da lavorare. Da Offishina®, invece, si ricava tutta la polpa utilizzando lavoro manuale e piccoli utensili da cucina, per creare prodotti ad alto valore gastronomico come il nostro Tabacco Marino®, un condimento da spolverare sul piatto per donare note umami.
  • Perché i prodotti sono a marchio registrato? I marchi registrati tutelano anni di ricerca e garantiscono al consumatore l’originalità di un processo artigianale unico. Nel nostro caso, ogni marchio depositato protegge da un’innovazione alimentare nata da studi approfonditi sul ‘cibo vivo’. Per il cliente significa avere certezza di acquistare un alimento genuino, tracciabile e radicalmente diverso dalle odierne alimentazioni industriali.

Lo Showcooking: la Cheesecake di Ricciola fatta dal vivo

Per dimostrare come gli insaccati e i salumi di mare di Offishina® possano semplificare la cucina d’alta quota mantenendo la massima immediatezza, lo Chef Danilo Romano, affiancato dalla moglie, ha preparato dal vivo un antipasto completo nell’arco di pochi minuti, utilizzando principalmente un’affettatrice.

Il piatto protagonista è stata la Cheesecake di Ricciola:

  • Il finto biscotto di base: Preparato recuperando il pane raffermo (a conferma del principio zero sprechi), arricchito con curcuma e cocco.
  • La crema: Crème fraîche con panna acidificata al bergamotto, cavolo rosso fermentato tutta la notte e fiori di maggiorana.
  • Il binomio perfetto: Ricciola semistagionata e una grattugiata di Bottarga Vegetale di Limone, ottenuta dalla fermentazione di finger lime e limoni.

La degustazione: la vera biodiversità pugliese nel piatto

Nella degustazione presentata ai visitatori, gli insaccati di mare Offishina® hanno incontrato alcuni dei prodotti più rari e preziosi della biodiversità agricola pugliese, lontani dai consueti cliché:

  • Spadino® alle spezie di macchia mediterranea: servito con l’Uva Pizzuta, un’antica varietà locale dall’acino allungato e croccante, la cui dolcezza bilancia la sapidità del pesce.
  • Tunni® alle alghe: affinato con wakame, kombu, spirulina e abbinato al Fico Ficazzano Rosso.
  • Pescatorino® con salsa senapata: accompagnato da una preparazione realizzata con senapi selvatici raccolti d’inverno nella macchia mediterranea e sciroppo di mela cotogna.
  • Pescatorino® alle spezie: abbinato con condimento di olio Coratina all’arancia,
  • Crostone di pane di Altamura: accompagnato da purea di Cece di Zollino e cicoria cimata di Galatina riletta “a minestra” con il nostro Garum dei Romano (estratto naturale di pesce fermentato) in sostituzione della sapidità industriale, con chiusura verticale di Tabacco Marino®.

L’anteprima in Puglia: la stagionatura in grotta tufacea dal 2016 e la rivoluzione di Offishina®

La Nuova Fiera del Levante è stata la cornice ideale per presentare, per la prima volta proprio nella nostra Puglia, una straordinaria testimonianza della nostra filosofia produttiva: due riserve speciali di Spadino® affinate nel 2016 all’interno di una grotta tufacea.

Un’anteprima assoluta che ha mostrato al pubblico due declinazioni uniche della nostra arte sartoriale:

• Spadino® alle Alghe: affinato con alghe biologiche e spirulina, capace di restituire al palato la nota balsamica e profonda del mare.

• Spadino® alle Spezie di Macchia Mediterranea: caratterizzato da un’elegante crosta esterna a base di mirto, rosmarino e alloro.

La trasformazione visiva e la prova del tempo

Osservando i filetti dopo questo lungo processo, il dato visivo è sorprendente: il pesce spada ha abbandonato la sua nativa tonalità rosea traslucida per vestirsi di un intenso colore scuro mattonato, firma inconfondibile di una vera e profonda stagionatura.

“Come il tempo custodisce la memoria della nostra terra, così la stagionatura trasforma la materia prima, dimostrando che la natura, se rispettata e compresa, sa preservare la vita e amplificarne l’essenza.”

A conferma di questa promessa, le recenti analisi di laboratorio hanno certificato un dato straordinario: nonostante l’archiviazione e il lungo affinamento, le proprietà nutritive e i valori nobili del pesce sono rimasti del tutto inalterati, sviluppando al contempo un profilo aromatico e gustativo completamente nuovo, complesso e irripetibile.

Fatti contro improvvisazione: la differenza tra vera salumeria di mare e semplice conservazione

In un mercato dove oggi molti si definiscono “inventori” o “produttori” di salumi di pesce, affidandosi a macchinari industriali, additivi e conservanti per ottenere prodotti che necessitano comunque del frigorifero e scadono dopo appena 50 o 60 giorni, Offishina® risponde con la forza dei fatti.

La nostra non è una lavorazione tecnologica standard, ma una vera scienza della stagionatura del pesce basata su brevetti, tempo, microclima ideale e totale assenza di chimica. Portare in Fiera un prodotto del 2016 ancora perfetto, stabile, sicuro e nutrizionalmente integro è la prova schiacciante di chi la salumeria di mare l’ha creata per davvero.

L’eredità della Fiera: Danilo Osteria Creativa

La visione che abbiamo portato sul palco della Nuova Fiera del Levante è la stessa che ogni giorno guida Danilo Osteria Creativa. I piatti proposti durante lo showcooking fanno infatti parte del percorso del gusto che lo Chef Danilo Romano propone quotidianamente all’interno del suo ristorante a Matino (LE): una serie di pietanze pensate per chi cerca l’inconsueto ed è stanco delle mode effimere che affollano i social network.

La Puglia viene spesso identificata unicamente per i suoi classici più famosi, per quei piatti iconici e quelle immagini da cartolina che tutti conoscono. Ma la nostra regione è molto di più: esiste un patrimonio sommerso fatto di ingredienti rari, ricette dimenticate, biodiversità contadina e ricerca gastronomica d’avanguardia che raramente finisce sotto i riflettori. Cose meno note, forse silenziose, che eppure ogni singolo giorno contribuiscono a fare grande la Puglia nel mondo.

È per questo che siamo orgogliosi di aver portato sul palco un altro tipo di Puglia e di aver onorato fino in fondo il significato di “Nuova” Fiera del Levante. In un contesto che richiedeva idee fresche e visioni di futuro, abbiamo scelto di portare innovazione reale anziché esibire ciò che si è già visto per anni.

Il nostro menu cambia in base alle stagioni, ascoltando con rispetto ciò che la terra e il mare ci offrono giorno per giorno. L’obiettivo è offrire a chi visita la nostra terra un’esperienza gastronomica profonda, fatta di sapori nuovi che rispettano la memoria del territorio senza ripetere stancamente le solite ricette, guidati ogni giorno dai valori della famiglia, dalla ricerca e dal rispetto per la materia prima.

FAQ – Nuova Fiera del Levante e Innovazione Gastronomica

1. Quali sono le principali novità della Nuova Fiera del Levante rispetto alle edizioni passate?

A differenza del passato, dove la manifestazione rischiava di riproporre format già visti, la Nuova Fiera del Levante ha scelto di puntare con decisione sull’internazionalizzazione, con lo storico patto di amicizia e cooperazione con il Giappone e sulla valorizzazione delle reali eccellenze del territorio. Spazio non più alla semplice tradizione folkloristica, ma all’innovazione sostenibile, al turismo enogastronomico e alle tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale.

2. Che ruolo ha avuto l’enogastronomia pugliese in questa edizione della Fiera?

L’enogastronomia è stata promossa a pilastro strategico del turismo regionale (compreso il segmento del Wedding Tourism). Sul palco sono state invitate le aziende capaci di rappresentare una Puglia moderna: realtà che, come Offishina®, combinano la tutela delle biodiversità locali (come il Cece di Zollino o la Cicoria di Galatina) con processi innovativi come i salumi di mare già premiati da testate internazionali come Forbes e la lotta allo spreco alimentare.

3. Cosa si trova e cosa si vede alla Nuova Fiera del Levante?

La Nuova Fiera del Levante di Bari ospita centinaia di espositori divisi per aree tematiche: dall’innovazione tecnologica all’arredamento, fino al settore automotive e al turismo. Un ruolo centrale è occupato dall’Area Enogastronomia e Valorizzazione del Territorio, dove è possibile scoprire i prodotti tipici della tradizione pugliese, assistere a conferenze sulla sostenibilità e partecipare a showcooking dal vivo curati da chef ed eccellenze agroalimentari della regione.

4. Cos’è la Fiera del Levante?

La sua storia: nata nel 1930 grazie all’intuizione di figure chiave come l’arcivescovo Augusto Curi e il senatore liberaldemocratico Vito Marangelli, la Campionaria di Bari fu concepita come un ponte commerciale strategico tra l’Italia, i Balcani e il Vicino Oriente.
Il nome stesso evoca la rotta mercantile storica, quel “Levante” che ha sempre rappresentato l’orizzonte commerciale naturale della Puglia. Da quasi un secolo (più di 95 anni di storia ininterrotta, fatta eccezione per la parentesi bellica), questo spazio ha registrato l’evoluzione industriale, sociale ed economica del Paese.
Oggi, la Fiera del Levante non è soltanto un evento espositivo generalista, ma una piattaforma complessa dove B2B e B2C si fondono. È il luogo in cui le PMI incontrano i mercati esteri, le startup testano le proprie innovazioni tecnologiche e il grande pubblico scopre le tendenze di consumo che definiranno l’anno successivo.

5. Quanto dura e come acquistare i biglietti?

La durata della manifestazione si attesta tradizionalmente su 9 giorni, un arco temporale calibrato scientificamente per massimizzare sia la partecipazione professionale nei giorni infrasettimanali, sia il picco di presenze consumer durante i due fine settimana.
Sul fronte economico e logistico, la macchina organizzativa muove numeri imponenti:
Durata: 9 giorni di eventi, convegni e show.
Affluenza media: Oltre 150.000 visitatori a edizione, con punte che oscillano a seconda del calendario.
Biglietteria: Un sistema ibrido che unisce la prevendita digitale (tramite la piattaforma ufficiale e i ticket shop partner) e le casse fisiche agli ingressi monumentali. I prezzi variano tra il biglietto intero (intorno ai 5-6 euro) e formule ridotte per famiglie, scolaresche e categorie protette, garantendo un’accessibilità trasversale.

6. Cosa si presenta e si vende tra i padiglioni?

La forza commerciale della Campionaria risiede nella sua estrema polarizzazione merceologica. Non esiste settore produttivo che non trovi il suo spazio geometrico nei padiglioni dedicati:
Arredamento e Design: soluzioni per l’abitare contemporaneo, infissi, domotica e bioedilizia.
Tecnologia e Innovazione: l’area digital, robotica e transizione energetica, con focus su fotovoltaico e mobilità elettrica.
Agroalimentare ed Enogastronomia: il cuore pulsante delle vendite dirette. Qui le eccellenze italiane e internazionali (con una forte rappresentanza del comparto oleario e vitivinicolo) incontrano il consumatore finale per degustazioni e acquisti last-minute.
Artigianato Internazionale: tappeti persiani, spezie, ceramiche marocchine e tessuti esotici che occupano storicamente intere sezioni, attirando chi cerca pezzi unici.
Outdoor e Automotive: camper, caravan, attrezzature per il campeggio e le ultime novità del mercato automobilistico, spesso con sconti fieristici dedicati.
Il modello di business per gli espositori è duplice: da un lato la brand awareness (farsi conoscere da un pubblico vastissimo), dall’altro il cash flow immediato garantito dalla vendita al dettaglio nei padiglioni retail.

7. Quali sono i temi chiave dell’ 89esima edizione?

La Fiera del Levante ha puntato i riflettori su tre direttrici precise:
Economia Circolare nei processi produttivi: Presentazione di modelli di recupero degli scarti industriali, in particolare per il settore tessile e manifatturiero del Sud Italia.
Mobilità a zero emissioni: Test drive di veicoli elettrici e a idrogeno, accompagnati da convegni tecnici sullo sviluppo delle infrastrutture di ricarica autostradale e urbana nel Mezzogiorno.
Agricoltura 4.0 e risparmio idrico: Sistemi di irrigazione di precisione basati sull’Internet of Things (IoT) e intelligenza artificiale per fronteggiare le emergenze climatiche e la siccità cronica del territorio.

8. Quali sono le reti televisive presenti?

La risonanza mediatica della Fiera del Levante supera ampiamente i confini regionali, posizionandosi nei palinsesti nazionali come un appuntamento istituzionale di primo piano.
L’edizione registra la presenza stabile dei principali broadcaster italiani:
RAI: Copertura quotidiana con i notiziari regionali (TGR) e collegamenti nei programmi di approfondimento di RAI 1 e RAI News 24.
Mediaset: Servizi dedicati all’interno dei Tg e dei format economici, focalizzati soprattutto sulle tendenze dei consumi e sulle novità di mercato.
Sky TG24 e canali all-news: Approfondimenti focalizzati sulle politiche industriali del Sud e sui tavoli istituzionali aperti durante i convegni inaugurali.
Emittenti locali e testate digitali: Una galassia di radio, TV regionali (come Telenorba) e quotidiani online che garantiscono dirette streaming continue, trasformando l’evento in una notizia virale sui social media.

9. Dove parcheggiare per la Fiera del Levante e come funzionano le navette?

La soluzione più comoda per chi vuole arrivare direttamente in auto è il parcheggio multipiano a pagamento adiacente al quartiere fieristico, da cui è possibile accedere direttamente all’interno della Fiera. In alternativa, per evitare il traffico nelle ore di punta, si possono utilizzare i Park & Ride comunali con bus navetta (aree Pane e Pomodoro e Corso Vittorio Veneto), oppure le aree di sosta a pagamento lungo Via Verdi, Viale Orlando e la zona delle Piscine Comunali.

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